In occasione della 98° Giornata Mondiale del Risparmio, è stata presentata la 22° edizione dell’indagine Ipsos realizzata in collaborazione con Acri: Gli italiani e il risparmio: il valore del risparmio nell’era dell’incertezza” che restituisce una fotografia relativa al modo in cui gli italiani gestiscono e vivono il risparmio, alla luce del contesto Paese e della condizione socioeconomica personale.

Lo scenario dinanzi al quale ci troviamo quest’anno è del tutto diverso da quello del 2021 e, per certi versi, ben più complesso: alla pandemia si è aggiunto il conflitto in Ucraina, il drammatico aumento del costo dell’energia e le conseguenti ricadute sui prezzi, cui si è associato un periodo di incertezza politica. Nel corso del 2022 si è persa la ventata di ottimismo del 2021, facendo prevalere timori e preoccupazioni sia per il presente sia per il prossimo futuro, smorzati, in parte dalle attese riposte sul PNRR, occasione unica per una svolta nel Paese.

 

Gli italiani e il risparmio in tempi di inflazione 

L’inflazione e l’aumento dei prezzi hanno avuto un impatto molto forte sulla capacità di risparmio degli italiani. Il tema della 22° edizione dell‘indagine Acri-Ipsos sottolinea il valore del risparmio privato in quanto sostegno per la ripresa del Paese, in un periodo prolungato di incertezze e di difficoltà a causa delle quali emerge la necessità di un punto di equilibrio tra le esigenze odierne e i programmi a medio-lungo termine. Ecco alcuni dei principali risultati.

  • Lo studio Acri-Ipsos evidenzia una crescente difficoltà economica per molte famiglie, accompagnata da una più marcata insoddisfazione: a fronte di un 6% che si dichiara molto soddisfatto per la situazione economica, il 17% ritiene di non esserlo affatto, dato in crescita di ben 6 punti nel 2021.
  • Guardando al futuro, le previsioni sull’andamento dell’economia personale, locale, nazionale, fino ad arrivare a quella europea e mondiale, portano gli italiani da un marcato ottimismo dello scorso anno (+20 il saldo tra ottimisti pari al 50% e pessimisti pari al 30%) ad un profondo pessimismo dell’anno in corso (-32, 26% ottimisti e 58% pessimisti). E questo si ripercuote sulla percezione, di oltre un terzo di essi, che già nei prossimi 12 mesi sarà molto più difficile risparmiare.
  • Di base, il peggioramento delle attese è legato da una parte all’inflazione, dall’altra alle preoccupazioni per il futuro. Infatti, le famiglie colpite da una situazione lavorativa sfavorevole sono rimaste invariate e, al contempo, il tenore di vita è peggiorato per il 19% (contro un 10% del 2021), il 38% ha vissuto difficoltà, mentre coloro che hanno vissuto un miglioramento sono solo il 7%, circa la metà rispetto al 2021.
  • L’inflazione sta riducendo i risparmi cumulati, perché per mantenere i consumi molti italiani hanno fatto ricorso alle proprie riserve o a prestiti. Quindi si riducono le famiglie in grado di far fronte con mezzi propri a situazioni di difficoltà: il 39% potrebbe affrontare con serenità una spesa imprevista pari a 10.000 euro, il 75% una di 1.000. La capacità di risparmio è quindi una fonte di tranquillità rispetto all’attuale situazione economia e rimane, come in passato, una priorità: più di un terzo (37%) non vive tranquillo se non mette da parte qualche risparmio, che preferisce tenere liquido, facendo giocare agli investimenti un ruolo di secondo piano.
  • In questo scenario incerto, l’Unione Europea continua ad essere vista con favore, si ha fiducia nelle azioni e nelle scelte che verranno prese (57% si fida vs. 43% non si fida), quindi l’eventualità di uscire dall’UE è vista come un grave errore dal 69% degli italiani. Il PNRR è un’occasione unica che il Paese deve riuscire a sfruttare, investendo in due settori considerati cruciali: il settore energetico e quello infrastrutturale. Gli italiani avvertono sempre più l’urgenza di agire: il 50% si aspetta interventi immediati nei prossimi 6-24 mesi.
  • Welfare, responsabilità sociale e ambientale, abilitatori della competitività aziendalesettore pubblico più efficiente, giovani e la loro formazione sono capitoli ampi e diversificati sui quali bisogna intervenire. È difficile stabilire delle chiare priorità, bisogna agire contemporaneamente su più fronti e nessuno deve essere escluso: la pubblica amministrazione è chiamata ad agire da protagonista, dando una cornice chiara al contributo necessario delle associazioni di categoria, dei corpi intermedi, del Terzo settore. Anche i singoli cittadini sono molto attivi, sia come volontari, donando il risparmio di tempo, sia attraverso il risparmio economico per sostenere il Terzo settore e iniziative benefiche.

 

Francesca Petrella – Responsabile Comunicazione Ipsos

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