In occasione dell’Earth Day, Ipsos ha condotto un sondaggio internazionale – intervistando oltre 23.000 adulti in 30 Paesi del mondo – con l’obiettivo di indagare, da un lato, le opinioni dei cittadini relative al problema del cambiamento climatico e, dall’altro, i comportamenti sostenibili che le persone prevedono di adottare nel prossimo anno e quanto questi siano realmente impattanti sull’ambiente.

 

Cambiamento climatico, gli italiani sono tra i più preoccupati per le sue conseguenze

Il sondaggio d’opinione Ipsos rivela che su una scala di principali preoccupazioni, a livello internazionale, quella relativa al cambiamento climatico si posiziona all’ottavo posto preceduta dai timori relativi a: la propria salute e quella della famiglia (61%); guerra/terrorismo (57%); insufficienza di denaro (52%); persone che si comportano in modo irrispettoso con gli altri (52%); pandemia Covid-19 (51%); istruzione e prospettive per bambini/giovani (50%) e criminalità (50%).

A livello internazionale, la preoccupazione per il cambiamento climatico è avvertita da quasi la metà dei rispondenti (48%). Invece, principalmente in Italia e nei Paesi del Sud America, si registrano percentuali molto più elevate. Infatti, tra gli italiani: il 69% dichiara di essere preoccupato per il cambiamento climatico e il 79% per le sue conseguenze, sia in Italia sia all’estero.

 

Lotta al cambiamento climatico: una responsabilità condivisa tra Governo, aziende e cittadini

L’opinione pubblica ritiene che la lotta al cambiamento climatico rappresenti una responsabilità condivisa tra Governo, aziende e singoli cittadini, ma soltanto una media internazionale del 39% (41% in Italia) ritiene che il proprio Governo abbia un piano chiaro su come queste figure dovranno lavorare congiuntamente per affrontare il cambiamento climatico. In Italia:

  • Il 68% degli intervistati ritiene che se il proprio Governo non affronterà ora il cambiamento climatico, fallirà nei confronti dei propri cittadini.
  • Al contempo, si registra un forte grado di accordo (66%) sulla necessità di un’azione aziendale per combattere il cambiamento climatico; pena il fallimento nei confronti di dipendenti e clienti.
  • Infine, il 71% degli italiani ritiene che anche i singoli individui abbiano la propria responsabilità nella lotta al cambiamento climatico per non fallire nei confronti delle generazioni future.

 

Giornata della Terra 2022: i comportamenti sostenibili che hanno un maggiore impatto sull’ambiente

Il sondaggio d’opinione Ipsos registra pochi progressi nell’adozione di comportamenti per la lotta al cambiamento climatico e, ancora, un’elevata confusione su quali siano le azioni che hanno un maggior impatto. Gli intervistati mostrano livelli crescenti di consapevolezza dell’urgenza della crisi climatica, ma questo non si traduce in effettivi cambiamenti nel modo di agire. Infatti, la percentuale che pianifica di fare cambiamenti a favore dell’ambiente nel corso del prossimo anno non è aumentata significativamente rispetto all’anno scorso. Quali comportamenti green e sostenibili sono propensi ad adottare gli italiani nel corso del prossimo anno per la lotta al cambiamento climatico?

Anzitutto bisogna osservare che, nella maggioranza dei comportamenti sostenibili analizzati dal sondaggio d’opinione Ipsos, la percentuale degli italiani che ritiene di intraprendere azioni green e sostenibili durante il prossimo anno è maggiore rispetto alla media internazionale. In particolare: il 65% degli italiani dichiara di voler evitare i prodotti con molti imballaggi, il 61% prevede di risparmiare energia in casa e il 58% di risparmiare acqua ed evitare l’acquisto di nuovi prodotti.

In generale, però, l’indagine Ipsos registra un’errata percezione tra gli intervistati in merito ai comportamenti sostenibili individuali che hanno un maggiore impatto sull’ambiente: un minor packaging o una riduzione degli acquisti sono erroneamente visti come priorità, mentre sostituire i voli con opzioni più sostenibili o passare a una dieta vegana (che nella realtà hanno un impatto molto più elevato) non sono considerati, dalla maggior parte, come azioni dalle elevate conseguenze negative sull’ambiente.

 

Francesca Petrella – Responsabile Comunicazione Ipsos

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