Tutta la nostra vita è segnata da continue appartenenze a gruppi: da piccoli il gruppo familiare, poi quello dei compagni di classe e dei membri della squadra del nostro sport preferito, quello degli amici e poi ancora quello dei colleghi di lavoro.

Tendiamo per natura a stare insieme, ad aggregarci, a far parte di qualcosa: l’appartenenza ad un gruppo è un bisogno innato di ogni essere umano. Cerchiamo gli altri perché dal gruppo otteniamo qualcosa che da soli non riusciremmo ad ottenere, ma anche per affermare la nostra individualità che emerge proprio dal rapporto con gli altri.

Dopo questo periodo di Covid e di Smart working, di separazione forzata, emerge ancora più forte la voglia di stare insieme e di fare insieme per superare le sfide quotidiane.

Sempre più nelle organizzazioni una delle competenze maggiormente richieste è la capacità di “lavorare in squadra”; ma “lavorare in una squadra”, non significa necessariamente “lavorare come una squadra”.

Nelle nostre organizzazioni vivere e lavorare come una squadra non sempre è facile. Troppi leader ed imprenditori non hanno idea di come formare e gestire team coesi e ben funzionanti, spesso lo ritengono solo un peso, preferendo fare da sé o semplicemente dettando “come fare” ai propri collaboratori. Questo porta a gruppi disfunzionali, con ricadute negative a livello aziendale e personale. Infatti, il lavoro di gruppo forzato, o gestito male, dove sfiducia, conflitto, mancanza di impegno e di responsabilità e disattenzione ai risultati regnano sovrani, porta conseguenza nettamente peggiori rispetto al lavoro individuale con collaborazioni limitate ed occasionali con i colleghi.

Ma, considerati il contesto di cambiamento continuo, la complessità dei compiti sempre maggiore e l’interdipendenza tra le attività sempre più stringente, per le organizzazioni diventa cruciale avere team funzionali che lavorano in modo efficace e proficuo.

Perché un team sia funzionale ed efficace è fondamentale ci sia equilibrio tra il FARE INSIEME e lo STARE INSIEME.

Il “fare insieme” riguarda il piano razionale e presuppone vi sia una visione strategica condivisa ed allineata agli scopi del team, degli obiettivi esplicitati in maniera chiara e compresi da tutti, dei risultati da raggiungere definitivi e accettati, una chiara definizione dei compiti e delle attività da svolgere, delle scadenze da rispettare, del ruolo assegnato ad ogni singolo membro, delle regole, modi e comportamenti che ognuno deve tenere nel lavorare insieme.

Il tutto valorizzando e mettendo la singola persona al centro. Nei team efficaci ogni singolo membro viene messo nelle condizioni di dare il meglio di sé svolgendo ruoli e lavori perfetti per le sue attitudini ed i suoi punti di forza. Così il singolo si sente valorizzato e sarà motivato a lavorare e condividere con gli altri, consapevole dell’impatto del suo lavoro su quello degli altri e sui risultati dell’azienda.

E se ogni membro del team fa il meglio che sa fare costantemente stimolato a dare il meglio di sé, dedicando tutte le sue energie con responsabilità e consapevole che la condivisione arricchisce il gruppo e che anche gli altri stanno lavorando per il raggiungimento dello stesso obiettivo con lo stesso impegno e dedizione, i risultati del fare insieme saranno molto maggiori della somma delle singole parti!

Lo “stare insieme” riguarda il piano emotivo e relazionale del gruppo che comprende i processi interpersonali come fiducia, comunicazione e gestione del conflitto.

La fiducia diffusa e reciproca è l’elemento catalizzatore del team. Quando c’è fiducia, la percezione di sicurezza è maggiore, l’energia fluisce spontaneamente, lo stress è ridotto ed ognuno riesce ad abbattere le innate barriere di autoprotezione, sentendosi a proprio agio, libero di esprimere le proprie idee, di confrontarsi e perché no di sbagliare, senza timore del giudizio degli altri.

La fiducia stimola comportamenti che dimostrano l’assunzione di responsabilità, rispetto dell’altro, affidabilità e autodisciplina (portare a termine gli impegni e non deludere le aspettative), trasparenza (comunicazione aperta e ascolto attivo) che alimentano la coesione e le relazioni costruttive nel gruppo.

La fiducia è anche alla base di un constante confronto costruttivo ed arricchente, che consente di gestire il conflitto e la critica come un momento produttivo che genera discussione aperta, appassionata, senza filtri, mirata alla ricerca di soluzioni utili per il raggiungimento dell’obiettivo del team e al far emergere la ricchezza data dall’eterogeneità.

A volte, si dà per scontato che un gruppo dove le persone lavorano bene insieme sia un team di successo.

Ma in realtà è l’equilibrio tra fare insieme e stare insieme che permette di avere veri e propri team di successo che conducono le aziende al raggiungimento di rilevanti risultati business sia dal punto di vista della redditività che della sostenibilità.

 

Michela Galli – Socio fondatore Evolve Solutions srl

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