La crisi del lavoro post pandemia può essere analizzata da diversi punti di vista. Ma ce n’è uno poco affrontato, eppure fondamentale per il successo di un’impresa.

La scarsità di un bene inestimabile: collaboratori con una forte etica del lavoro.

 

Ma cos’è l’etica del lavoro?

L’etica del lavoro è un insieme di principi morali in base ai quali una persona lavora ogni giorno con affidabilità, dedizione, responsabilità e disciplina.

Le persone che hanno una forte etica del lavoro danno molta importanza al proprio compito e danno il meglio di sé per raggiungere gli obiettivi individuali e di squadra.

Sono le persone su cui sai di poter contare, sempre. Sono quelli che si stanno già occupando di un problema prima ancora che tu glielo abbia chiesto. E se non lo hanno già risolto, manca poco.

Sono le colonne portanti dell’azienda e ne sono gli ambassador verso l’esterno.

 

Si possono apprendere nuove skill e affinare un talento, ma non c’è nessun sostituto del principio del lavorare sodo.

 

È un “intangible asset” fondamentale per l’azienda: un bene non quantificabile, non misurabile, ma preziosissimo. Come sosteneva Einstein “Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.

 

In questo momento storico sta diventando sempre più difficile trovare giovani con un’etica del lavoro: sfiduciati dalla situazione economica e illusi da un mondo dell’apparire in cui sembra facile avere successo, le aziende che cercano personale che voglia davvero dedicarsi ad un’azienda, non sanno dove trovarlo e come riconoscerlo.

 

L’etica del lavoro non è un concetto astratto: ha un impatto diretto sul risultato o sulla qualità del risultato. Quando una persona ha rispetto per il lavoro e per l’azienda, diventa naturalmente più produttiva. Usa meglio le risorse, sa valutare i tempi, ha prestazioni migliori e porta l’azienda verso il successo.

 

Queste persone sono unicorni del mercato del lavoro: saranno sempre più richiesti e le aziende se li contenderanno. Ma per attrarre e trattenere questi esseri speciali c’è un solo segreto.

 

E non si tratta solo di offrire stipendio o potere, ma di qualcosa di altrettanto prezioso: creare un’azienda in cui si respira un’energia positiva. In cui ci sia collaborazione, sostegno, spirito di squadra. In cui i dipendenti siano prima di tutto persone e vengano valorizzati i loro talenti.

Perché tutti amiamo avere successo, e desideriamo tutti, tantissimo, sentirci apprezzati.

 

Anche in questo si misura la sostenibilità di un’azienda. Essere sostenibili non significa solo rispettare l’ambiente, ma anche creare un ambiente positivo e stimolante all’interno dell’azienda per le persone che lavorano con noi. Il benessere psicologico e la soddisfazione dei collaboratori è una responsabilità dell’imprenditore, che ha nelle sue mani un tesoro di potenzialità.

 

Il segreto è proprio questo: l’imprenditore che sarà capace di fare della propria azienda un’oasi di rispetto, soddisfazione e valorizzazione del personale, saprà attirare i migliori professionisti sul mercato, che non scapperanno alla prima offerta economicamente più vantaggiosa.

 

Davide Palamara – Founder Humans 4 Humans

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