Ogni imprenditore ambisce ad avere nella propria squadra dei “campioni”.

Il “campione” è l’uomo con la media-gol superiore alla media, dotato di un alto livello di competenze.

Ha iniziativa e concretizza le sue azioni in risultati. Ha sposato gli obiettivi dell’azienda ed è in grado di aumentare con il suo esempio e la sua leadership la produttività del gruppo di cui è responsabile.

Tanta roba caro imprenditore, hai già l’acquolina in bocca al solo pensiero: ma sei preparato ad attrarre il campione nella tua azienda e, soprattutto, a far si che rimanga con te?

Poniamoci insieme una domanda: “perché un campione dovrebbe venire a lavorare per me e non per un mio concorrente? Cosa differenzia la mia azienda, cosa ho da offrire in più?”

Perché, caro imprenditore, se uno è un campione avrà diversi corteggiatori.

Non basta fare un annuncio accattivante pieno di promesse e metterci il vestito migliore durante il colloquio per fare colpo: il campione, proprio perché tale, ha un fiuto da cane da tartufo, lo capisce da subito se sarai in grado di mantenere quello che gli stai proponendo.

Offri ciò che sei in grado di mantenere. Se invitiamo a casa nostra il campione con la promessa di una cena degna di un gourmet, non presentiamoci con due stuzzichini. Il campione ringrazia, saluta e, soprattutto, non ritornerà a cena da te.

Come prepararci per accoglierlo?

La strategia vincente per attrarre un campione è aver iniziato a gestire al meglio le risorse umane esistenti. Come? Innanzitutto prendendoci la responsabilità di portare al successo i nostri uomini, di sentirci la principale causa dei risultati che ottengono.

Se ti trovi d’accordo su questo punto, puoi proseguire adottando uno stile di leadership motivante. Motivare non si esaurisce nel dare una pacca sulla spalla ogni tanto o nell’elargire “una tantum” ogni tre mesi nella busta paga.

Conosci quali sono i valori più importanti per i tuoi uomini? Condivido con te una strategia, e sai, non ti costerà nulla metterla in pratica. Potrà sembrarti contro intuitivo, ma ciò che motiva principalmente le tue persone sono tre fattori intangibili. Tre sono le parole magiche:

“Apprezzamento”: quando un tuo uomo fa una cosa giusta rivolgigli un complimento, rinforza i suoi lati positivi. E sai, quando questi saranno ben consolidati, potrai anche chiedergli di migliorare quelle piccole che non vanno.

“Coinvolgimento”: sollecita il loro contributo nella ricerca delle soluzioni, nei miglioramenti da apportare, rendi il progetto a cui stai lavorando il loro progetto.

“Interesse”: trova il tempo di ascoltarli (bada bene, non di sentirli). Ascolta le loro difficoltà, i loro sogni, prenditi il tempo di conoscerli.

Motivare è un lavoro che non ha mai una fine, ma è una di quelle cose importanti che farà la differenza nei risultati che otterrai.

Infine, facciamo un ultimo e decisivo salto di qualità nel prenderci cura dei nostri uomini adottando una tecnologia in grado di offrire una valutazione oggettiva delle potenzialità di ciascun componente del gruppo, conoscendone punti di forza e aree di miglioramento: uno strumento di human talent analysis che ci consenta di conoscere le loro attitudini. Mentre li aiuterai a crescere, conoscerai quali sono le persone giuste su cui fare leva concentrando le tue energie dove il terreno è fertile e i tuoi sforzi daranno i loro frutti.

Adesso sì, caro imprenditore, che rendendo la tua azienda un modello vincente di gestione delle risorse umane sei pronto per inserire i “campioni”. Puoi permetterti di essere sempre in selezione ed avere un serbatoio di “candidati di qualità” interessati ad entrare in azienda: ti sei dotato di “un’arma  non convenzionale”, che nel lungo periodo farà la differenza: i “campioni” attraggono “nuovi campioni”.

Sì, ma non hai ancora vinto: il campione bisogna saperlo trattenere in azienda.

Come gestirlo? Il campione è un purosangue: mantienilo sempre motivato coinvolgendolo verso il raggiungimento della meta aziendale, elogialo in privato ma anche di fronte al gruppo per i risultati che ottiene, dagli spazio per accrescere le sue competenze e dimostrare le sue abilità alimentando la sua sete di conoscenza e di curiosità.

Il campione è sensibile, basterà poco perché perda la fiducia che ha riposto in te e non ti riconosca più come suo  leader. Non perdere mai il vizio di studiare ed esercitare la tua leadership.

Ci sarà una cosa che lo fidelizzerà a te e che va oltre la formazione, il piano di crescita, gli incentivi economici e i benefit. Qualcosa che, ancora una volta, farà la differenza.

Sei pronto a condividere con i tuoi campioni una parte della ricchezza che loro contribuiranno a creare? Una parte del tuo successo e, soprattutto, una parte di te stesso?

In bocca al lupo caro imprenditore, inizia la caccia del tuo campione!

 

Fabio Formigoni – Consulente OSM – Open Source Management Aree Como, Milano, Varese

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