Negli ultimi anni abbiamo tutti assistito ad una veloce evoluzione dei metodi di training, così come veloce è stata l’evoluzione del modo di apprendere e della capacità di attenzione di chi ne dovrebbe fruire.

Ormai sentiamo parlare di microlearning da qualche tempo, sai che novità direte.

Ma vi siete mai chiesti cosa sia davvero il microlearning e perchè sia così efficace?

Ma soprattutto, come mai è la formula di apprendimento più “aderente” a quella che è la nostra vita oggi?

Immaginate di dover fare un lavoro di bricolage, ad esempio ridipingere un mobile.

Per prima cosa cercate su internet un articolo che vi spieghi di cosa avete bisogno.

Al negozio di bricolage cercate dal vostro smartphone su google quale sia la vernice migliore e il tipo di pennello da acquistare.

Una volta a casa cercate un tutorial su youtube per carteggiare al meglio il legno.

Cosa hanno in comune queste tre azioni?

Tutte e tre scompongono una materia in tanti piccoli componenti “digeribili” e organizzati per singoli obiettivi di apprendimento.

Ecco il microlearning: focalizzandosi su una competenza specifica che deve essere appresa, suddivide un lavoro ambizioso in “compiti” più piccoli, permettendo di compiere dei piccoli passi sulla strada del raggiungimento dell’obiettivo.

Inoltre, è accessibile da diversi dispositivi, qualunque device si abbia sotto mano (laptop, tablet, smartphone): l’immediatezza nella fruizione del contenuto per l’apprendimento di una nozione, proprio nel momento in cui c’è bisogno, ha come conseguenza l’applicazione immediata.

Ora, immaginate tutto questo a servizio di una formazione volta a trasmettere una specifica competenza ai propri dipendenti.

Dipendenti che hanno un disperato bisogno di acquisire nuove competenze, ma che sono stra-carichi di lavoro tanto da avere in media solo 24 minuti a settimana da dedicare alla propria formazione (fonte Deloitte Consulting).

Uno studio dell’Università della California Irvine può renderci un’idea di come un lavoratore funziona nella sua giornata lavorativa.

Secondo questo studio risulta che le persone lavorano su di un task in media per 11 minuti prima di essere interrotti da una telefonata, l’arrivo di una mail o da un collega.

Nell’arco di questi 11 minuti però, affrontano molteplici “mini task” della durata di circa 3 minuti ciascuno.

Come se non bastasse, se ci sono di mezzo contenuti digitali, sono solo 20 i secondi spesi su ogni contenuto prima di passare ad un altro.

E tutto questo in tempi pre-covid e prima della diffusione obbligata dello smart working.

Oggi l’utente medio non riesce a mantenere l’attenzione a lungo ed è abituato a consumare contenuti brevi, in brevissimi lassi di tempo. L’attenzione è frammentata, discontinua, sollecitata continuamente da mille stimoli che fanno a gara per attirarla.

In un contesto simile, invece di fornire corsi che durano giornate intere con frequentazione obbligatoria o lunghi e lenti video/animazioni, le aziende dovrebbero offrire formazione “on demand”, lasciando ai dipendenti la scelta del momento più opportuno per esporsi al contenuto in base a quando si sentono più predisposti all’apprendimento.

Offrire un modo di apprendere, che metta al centro chi ne usufruisce, significa consentire all’utente di avere tempi e modi di assimilare le informazioni.

La possibilità per ogni utente di personalizzare il proprio apprendimento, tornando sul corso a intervalli regolari e accedendo solo alla giusta quantità di informazioni che servono per raggiungere l’obiettivo, facilita la ripetizione necessaria a far sedimentare le nuove nozioni.

Come se non bastasse, video e moduli brevi aiutano a prevenire il sovraccarico cognitivo, rafforzando così la conservazione della conoscenza.

Il microlearning racchiude in sè tutte le caratterische necessarie ad incontrare le attuali necessità di apprendimento: ottimizza i piccoli lassi di tempo che si possono dedicare all’acquisizione di una competenza con video di al massimo 2-3 minuti, possibilità di accesso dove e quando si vuole ed uno specifico obiettivo di apprendimento; capitalizza l’investimento di tempo e denaro rendendo la formazione efficace e davvero misurabile.

Insomma uno stile di apprendimento che consente di imparare in modo significativo, autonomo e responsabile.

Con questo obiettivo Brand2live lavora sulla modalità microlearning per lo sviluppo di nuove competenze: offrire la possibilità di acquisire conoscenze, fare pratica e certificarsi per il raggiungimento di un obiettivo specifico in maniera innovativa, efficace e misurabile.

 

Chiara Franzetti – Consulente Brand2live.com

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