Colpita al cuore dalla crisi sanitaria ed economica, la città di Milano non si arrende e guarda al domani come l’occasione per un rilancio sostenibile.

La pandemia non può e non deve trasformarsi in una scusa per ritardare il processo di riconversione green. È fondamentale resistere alla tentazione di sacrificare gli obiettivi fissati per contrastare la crisi climatica e ambientale, in nome di una ripresa economica più rapida e da ottenere “a ogni costo”.

È il messaggio chiaro che emerge dall’Osservatorio Milano Sostenibile 2020 con cui, per la quarta volta, LifeGate è tornata a indagare insieme a Eumetra MR il rapporto dei milanesi con i temi della sostenibilità. L’indagine, svolta su un campione rappresentativo di 843 cittadini adulti, è stata condotta a luglio 2020, quando la curva dei contagi aveva rallentato la sua corsa, senza però spazzare via paure e incertezze. 

Il trend delle passate edizioni aveva restituito un’immagine di costante crescita nel grado di consapevolezza e di abitudini sostenibili dei milanesi. Nell’indagine dell’estate 2020 salta all’occhio il rallentamento di alcuni trend. Al tempo stesso, il quadro d’insieme denota lo spirito proattivo dei cittadini nella conoscenza, nel coinvolgimento e nelle scelte d’acquisto in ottica sostenibile, riservando addirittura sorprese positive in alcuni ambiti.

Per esempio, rispetto al 2019, vediamo crescere di quattro punti la percentuale di appassionati all’argomento. Sommando appassionati e interessati, possiamo dire che il 69 per cento dei milanesi si sente coinvolto nelle questioni di sostenibilità. Su un totale di 1,4 milioni di abitanti, si tratta di 960mila persone. C’è di più: l’83 per cento dei cittadini ritiene necessario modificare il proprio stile di vita rendendolo sostenibile. 

La situazione emergenziale ha probabilmente portato a farsi delle domande e, in alcuni casi, a comprendere come crisi sanitaria e sostenibilità siano collegate.

Quale rilancio per l’economia milanese

L’economia, segnata dalla profonda ferita del coronavirus, dovrà rimettersi in marcia. 

La Lombardia è la prima regione d’Italia per importanza economica (con più di 800 mila imprese che contribuiscono a circa un quinto del PIL nazionale), e Milano ne è il cuore pulsante. Un collettore metropolitano che, da solo, concentra più del 40 per cento delle imprese lombarde. Tra le aree più industrializzate d’Europa, la Lombardia è anche la regione più popolosa del Belpaese.

Questa riconosciuta solidità ora si trova a fare i conti con le dure conseguenze della pandemia. Colpita per prima e in modo violento dal virus, la regione si è trovata infatti a vincere la poco ambita maglia nera del crollo dei consumi 2020, con 22,6 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 (dati dell’ufficio studi Confcommercio). Un dato a cui fa eco una perdita di fatturato per le imprese che secondo la Banca d’Italia sarà pari al 25 per cento nel primo semestre del 2021. 

Uno scenario critico, che rispecchia un problema nazionale e che i milanesi hanno deciso di fronteggiare anche attraverso il proprio potere d’acquisto. Interpellati per l’osservatorio, l’83 per cento dei milanesi ha dichiarato di voler supportare la ripresa economica italiana. Questa scelta passa attraverso precise modifiche nelle abitudini di spesa che premiano il made in Italy e le aziende che investono nella sostenibilità. Orientamento, questo, che denota il desiderio di far fronte comune in una situazione delicatissima.

Ma c’è di più. Nonostante le grandi difficoltà, una buona parte dei milanesi si dice persino disposta a spendere di più, per incentivare e promuovere le imprese impegnate nella transizione ecologica.   

Per le imprese si apre la sfida di un cambiamento nei processi produttivi. Non più una semplice dichiarazione di etichetta, ma un vero adeguamento a quella che sta diventando una richiesta consolidata dai consumatori.

Queste evidenze ci aiutano a inquadrare il periodo, non certo facile, che si staglia davanti a noi. Studiosi e cittadini concordano nel ribadire che la sostenibilità sia la chiave per ricominciare con un nuovo impeto, tagliando i ponti con le storture del passato e costruendo un domani migliore. Bisogna solo avere il coraggio di mettere in pratica questo principio. In questo cammino, proprio Milano può essere una guida per l’intero paese.

Simone Molteni – Direttore Scientifico di LifeGate

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